12/12/2012
Scenario italiano. La politica degli affari e la necessità di una nuova politica virtuosa. Il movimento a cinque stelle.
Il luogo comune che vede la politica come sporca e che mira, più che agli interessi della collettività, agli interessi di parte, corporativistici e lobbistici, trova nella realtà italiana alcuni elementi concreti che nutrono tale idea; in Italia, purtroppo, questo luogo comune è alimentato da vari fatti emersi attraverso denunce e riscontri ottenuti dalla guardia di finanza e dagli organi di polizia.
La spesa pubblica è determinata da scelte politiche. Essa ammonta ogni anno attorno a 900 miliardi di euro circa e, in un paese con un reddito nazionale che è attorno ai 1500 miliardi, non può non farsi sentire.
La pressione fiscale arrivata ad un livello record del 55% non riesce a coprire l'intero fabbisogno della spesa pubblica tanto è vero che lo stato italiano aumenta ogni anno il proprio debito pubblico dai 50 ai 100 miliardi di euro.
La pressione fiscale enorme, la più alta in Europa, e forse del mondo, non può che abbattere il sistema produttivo italiano che, per quanto virtuoso come qualità dei prodotti e dei servizi, non può che soccombere con questa pressione impellente, infatti il costo che viene poi riportato al cliente non rende più competitivo sul mercato il prodotto finito realizzato in Italia.
In uno scenario così ostile le piccole e le medie imprese con attività prevalente in Italia e/o in Europa sono destinate a chiudere i battenti, in quanto il costo del personale, dei macchinari e dell'energia nel loro complesso sono insostenibili. Ecco spiegata la chiusura di molte attività e la dislocazione degli impianti produttivi di imprese estere dal territorio italiano verso altri paesi dove le imposte ed il costo dell'energia e della mano d'opera sono decisamente inferiori.
La radice di questi costi pubblici enormi ormai è nota a tutti, è negli sprechi della politica che sono stati perpetrati in passato e che continuano ancora adesso. Per comprenderne le ragioni occorre capire come opera la politica degli affari.
Proverò a dare una spiegazione di massima.
In una fase pre-elettorale un gruppo di uomini politici ed un gruppo di uomini di affari che operano in vari settori dell'economia si accordano per un reciproco sostegno.
Gli uomini d'affari interessati si attivano per sostenere un determinato partito, per favorirne le elezioni facendo proselitismo, candeggiandone le elezioni, invitando a votare i propri collaboratori, dipendenti, eccetera.
In cambio il politico, qualora fosse eletto, assicurerà delle commesse certe all'uomo d'affari.
Le commesse avranno una caratteristica : saranno maggiorate di un delta, ossia di un costo aggiuntivo che ritornerà al politico e allo stesso uomo d'affari come guadagno extra.
Il problema è proprio quel delta.
Quel delta potrebbe essere un 20, 30 o un 50% in più del reale costo che avrebbe avuto il lavoro se fosse stato realizzato al prezzo di mercato, costo che verrà pagato dalla collettività, ossia attraverso i soldi pubblici. Questo meccanismo così semplificato è apparso con tangentopoli e in molti altri casi che si sono registrati nel tempo a tutti i livelli, nelle amministrazioni politiche locali fino all'amministrazione politica nazionale. Quanto questo meccanismo sia diffuso non è noto, ma se fosse molto diffuso, come sembra esserlo dai molteplici casi che vengono registrati quasi ogni giorno, è evidente che la sua eliminazione totale risolverebbe la crisi italiana, per i meccanismi virtuosi che si vengono a creare, come spiego poco più avanti con il quadruplice effetto positivo.
Oltre a questo, sempre in fase pre-elettorale, il politico prometterà a chi lo sostiene energicamente, procurandogli molti voti, un posto di lavoro pubblico a prescindere dalla reale necessità dell'amministrazione pubblica di un nuovo dipendente da assumere; questa pratica porta ad un numero di dipendenti pubblici superiore alle reali necessità delle amministrazioni pubbliche. Anche questo incide sull'enorme spesa pubblica italiana, senza contare poi che ci sono i costi relativi agli stipendi e alle pensioni privilegiate attribuite a chi ha fatto politica a livello regionale e nazionale.
A sostegno di queste deduzioni pensiamo anche a quante opere pubbliche sono state realizzate a costi elevatissimi in Italia; anche ad opere a noi vicine, realizzate nel nostro comune, in provincia o in regione, che a volte non sono state completate e sono inutilizzate o utilizzate solo parzialmente.
Il delta, ossia il sovrapprezzo che sostiene la collettività attraverso un accordo effettuato fra l'uomo d'affari ed il politico, che dobbiamo pagare in più rispetto al prezzo che si forma attraverso la legge della domanda e dell'offerta, probabilmente è quello che, a mio parere, ha messo e sta mettendo in ginocchio decine di milioni di famiglie italiane.
Quel sovrapprezzo potrebbe essere finito in lingotti, oppure in titoli (carta) che vanno a finanziare altri paesi o su conti esteri in paradisi fiscali, in ogni caso su attività immobili, ferme, e che hanno il solo scopo di preservare le ricchezze accumulate.
E' evidente che se questo delta fosse messo in circolo nell'economia, invece di essere immobilizzato nelle mani di pochi, porterebbe un quadruplice effetto positivo :
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minore pressione fiscale a famiglie ed imprese e conseguente maggior benessere;
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conti pubblici a posto e non più la necessità di indebitare ulteriormente lo stato;
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ritorno di capitali dall'estero a seguito di un ambiente più stabile e sano e conseguenti minori rendimenti dei titoli pubblici già emessi e di nuova emissione, aumento dell'occupazione a seguito dell'apertura di nuovi impianti produttivi da parte di imprese nazionali ed estere;
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assegnazione delle commesse e dei posti di lavoro pubblici secondo criteri di efficienza, di competenza e di meritocrazia, con conseguente effetto benefico di ritorno per l'intera collettività.
Al fine di spezzare questo meccanismo è necessario che almeno uno dei due gruppi di potere venga cambiato, ossia è necessario spezzare questo legame sostituendo ad esempio il gruppo degli uomini politici attualmente dominanti e collegati agli uomini d'affari con un gruppo di politici nuovi completamente avulsi e scollegati dagli uomini d'affari.
Questo permetterebbe di impedire il lievitare delle spese pubbliche in quanto non eletti per un accordo pre-elettorale e non su promesse di posti di lavoro o sull'appoggio di uomini d'affari che poi vorranno il ritorno in una fase post-elettorale, determinando il costo extra, con l'arricchimento di pochi a discapito di molti.
Un risparmio anche solo di un 20% circa della spesa pubblica derivante dall'abbattimento delle spese gonfiate ridurrebbe la spesa pubblica dagli attuali 900 miliardi di euro a 700 miliardi circa con un calo drastico della pressione fiscale e del rendimento dei titoli di stato, in quanto il paese diventerebbe affidabile e virtuoso, con un calo dei tassi di interesse che comporterebbe un risparmio ulteriore di alcune decine di miliardi di euro all'anno.
Il movimento a cinque stelle risponde a queste caratteristiche e, al momento, mi sembra l'unica possibilità per uscire dalla crisi in Italia. Eleggendoli si andrebbe a spezzare il legame descritto in precedenza perché i membri del movimento sostituirebbero la vecchia dirigenza politica. In effetti non hanno rapporti con i detentori del potere o i mass media che li appoggiano, anzi sono spesso attaccati e denigrati quasi da tutti, sembrano l'unica soluzione accettabile in questo momento anche e non solo per tutto il fastidio che danno, pur non facendo proclami o facili promesse!
Potrebbe incominciare con loro una inversione di tendenza dell'andamento economico attuale e la nascita di una nuova politica virtuosa.
19:17 Scritto da marcon67 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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05/10/2010
FMI Italia debito/pil al 118,4%
FMI afferma che Italia e Grecia presentano un elevato livello di debito, avendo rischi di bilancio più elevati.
Rischio di contagio debiti paesi sulle banche - FMI La ripresa economica ha iniziato a perdere slancio debolezze dei conti pubblici potrebbero contagiare il sistema finanziario con conseguenze per crescita nel medio termine. Rischi area Euro causa interazione negativa fra rischi debiti degli stati e quelli del sistema bancario, se non procederà ulteriore rafforzamento dei bilanci il sistema finanziario resterà suscettibile a shock di finanziamento.
In sintesi quanto indica il FMI è quello che avevo indicato come rischio circa 10 mesi fa nel post (vedi : rischio di default sui titoli di stato - 7dic2009)in relazione soprattutto ad alcuni stati dell'area Euro, sembra non escludere le banche.
In relazione a questi aspetti occorre verificare le esposizioni o eventuali posizioni in conflitto di interesse, verificare se il rischio è concentrato oppure diversificato su assets diversi.
Considerando poi la difficoltà di stati come l'Italia sul fronte delle entrate tributarie ed il crescente indebitamento e le connessioni esistenti fra vari stati in relazione al debito, si evince come il rischio di un paese si collega ad altri paesi.
La bolla immobiliare trasferita dalle banche agli stati, attraverso titoli tossici che avevano colpito (e affondato Lehman) si è spalmata nelle tesorerie delle banche che hanno ricomprato i titoli governativi e reinserito indirettamente i titoli tossici. Di fatto le banche come indica BASILEA 3 hanno bisogno di molti anni per riportarsi su livelli di sicurezza adeguati.
fonti varie : ansa , il sole 24 ore
18:18 Scritto da marcon67 in finanza | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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10/12/2009
saggio socioeconomico
Premessa.
Il saggio è una breve analisi, libera ed indipendente, della situazione economica globale attuale, con i suoi risvolti in ambito sociale. Ipotizza, inoltre, uno dei possibili scenari futuri.
Lo scenario che viene qui teorizzato potrebbe manifestarsi fra i 5 e i 10 anni nei paesi più avanzati, il tempo necessario che lo stress della popolazione sia a livelli tali da innescare disordini civili (le prime avvisaglie in questo senso si stanno avendo in Grecia negli ultimi mesi) a quel punto soluzioni militari con governi forti o totalitari avranno l'humus necessario per svilupparsi.
Poi, come spesso accadde in altri momenti della storia dell'uomo, basterà un evento circoscritto ad innescare un conflitto su vasta scala. La storia e la cronaca insegnano che l'uomo, come i ratti, tende ad unirsi in clan o gruppi che sono fra loro, al di là della retorica della pace, ferocemente contrapposti e puntualmente, periodicamente, il clan più forte sopprime il clan più debole.
Buona lettura a tutti.
10 dicembre 2009
Il XXI°secolo e la nuova decadenza.
Dopo circa un secolo la nostra specie entra nuovamente in un periodo di decadenza. La speranza per molti di vedere migliorate le condizioni di vita per tutti attraverso la riduzione delle differenze di benessere esistenti fra aree geografiche diverse è forse finita. Il progresso tecnologico, motore di questa speranza, ha fallito per tutta una serie di fattori.
Il problema principale è l’insufficiente quantità di risorse naturali attualmente disponibili a sostegno degli esseri umani del pianeta. Da un lato la crescita della popolazione mondiale ha superato largamente i 6 miliardi, dall’altro le variazioni climatiche degli ultimi anni sono alla base della pesante crisi mondiale in atto. Questa situazione è stata aggravata, inoltre, da un susseguirsi di grandi bolle speculative che hanno interessato vari settori economici riducendo, di fatto, le risorse finanziarie di ampie fasce della popolazione.
L’effetto più evidente di tutto ciò è l’aggravarsi del problema della malnutrizione : già nel 2005, secondo dati delle Nazioni Unite, circa 850 milioni di persone versavano in questa condizione e da allora la situazione è peggiorata.
Soprattutto occorre notare che si tratta di una crisi strutturale in quanto siamo vicini al limite massimo di produzione alimentare legato all’impiego di cereali ad alto rendimento ed al concomitante uso massiccio di concimi artificiali, questi hanno consentito di sfamare, a partire dagli anni 60, i paesi sottosviluppati sostenendo la crescita demografica. La riduzione di questo fattore, denominato rivoluzione verde, non potrà non incidere sulla crescita demografica futura.
A questi aspetti un cofattore non trascurabile è il ruolo che la finanza ha avuto nella crescita economica, attraverso un pesante e continuo indebitamento degli stati e delle grandi imprese. Il debito pubblico delle nazioni sta raggiungendo probabilmente in questi anni la sua fase parossistica, ossia il punto di rottura, in quanto le nazioni stanno proprio in questi mesi trasferendo gli effetti nefasti derivanti dalle precedenti bolle finanziarie, immobiliare e relativa alle materie prime, sugli stessi cittadini sostenendo di fatto proprio quegli istituti bancari, finanziari ed assicurativi che più si sono esposti con la cosiddetta finanza creativa, aumentando così ulteriormente il debito pubblico. Questo porterà probabilmente al formarsi di una nuova megabolla finanziaria alla cui esplosione corrisponderà una grande difficoltà o l'impossibilità da parte delle stesse nazioni di liquidare a scadenza i titoli di stato che avevano esse stesse emesso.
Le spie più evidenti di questa decadenza sono il riemergere di movimenti xenofobi ed intolleranza in genere verso il diverso, verso colui che, disperato, cerca di sopravvivere a questi stravolgimenti planetari.
Come nel 1900 si uscì da un periodo democratico, caratterizzato dalla grande fiducia legata alla rivoluzione industriale e si andò verso lo sviluppo dei totalitarismi attualmente, attraverso l’utilizzo di tecniche di manipolazione, che si sono enormemente sviluppate dalla prima edizione di psicologie delle folledi Gustave Le Bon (1895), si conducono le popolazioni verso un nuovo totalitarismo, in apparenza democratico, denominato presidenzialismo. Il presidenzialismo, in senso lato, è trasversale a tutti gli schieramenti politici, dalla destra alla sinistra, ed ha lo scopo di concentrare le aspettative per uscire da questa crisi.
In realtà attraverso questo meccanismo si vuole ritornare alla formazione di grandi schieramenti contrapposti, grandi folle, nei quali riconoscersi e questo potrebbe essere il preludio, attraverso nuove forme di nazionalismo e patriottismo, alla soluzione più drastica ai problemi di sostenibilità per la nostra specie : un genocidio di massa a livello globale.
Questa ipotesi, anche se tremenda, trova sostegno nelle strategie geopolitiche delle potenze mondiali. Oggi che il deterrente nucleare, utilizzato nella contrapposizione USA-URSS per evitare il conflitto mondiale, non trova applicazione a causa dell’asimmetria delle forze in campo, continua la gestione dei governi locali e l’annichilimento delle popolazioni dei cosiddetti paesi poveri, così da un lato si legalizza il controllo delle risorse naturali di questi paesi e dall’altro si regolarizzala crescita demografica con l’uso di armi convenzionali e non convenzionali che causano il maggior numero di morti nella popolazione civile.
In sostanza in questa fase di grande instabilità le persone stanno cercando delle sicurezze, delle risposte fortie queste risposte le possono fornire uomini autoritari, a prescindere dallo schieramento politico, per questo motivo potremmo vedere in primis la nascita di questi nuovi totalitarismi che cercheranno di svilupparsi demolendo inizialmente le costituzioni democratiche delle nazioni, sostituendole con nuove costituzioni che possano fornire un potere concentrato in un unico soggetto, il presidente, in modo che egli possa, appunto, prendere decisioni forti in tempi rapidi.
Le risposte fortinon sono necessariamente le soluzioni ottimali a quanto sta accadendo, ma possono essere quelle che sono più facilmente accolte dalla massa, con maggior consenso collettivo.
Una volta creato un rapporto fiduciario fra il presidente e la sua folla di sostenitori, attraverso la propaganda ideologica e simbolica, si rafforzerà il senso di appartenenza ed unione per poter poi preparare le masse alla necessità di un conflitto contro il nemico, ed iniziare una nuova crociata.
Viviamo, infatti, in un periodo in cui anche il dominio della tecnica del mondo occidentale, che si era ormai imposto su altre forme di fede, sembra vacillare e ad esso vanno a sostituirsi correnti di pensiero meno potenti, più semplici, arcaiche, che poggiano su basi irrazionali, sono le suddette risposte forti.
A questo proposito basti ricordare il concetto di creazionismoin sostituzione della teoria più potente dell’evoluzionismo, ossia un concetto arcaico non dimostrabile prevale sulla folla, ossia è più forte, rispetto ad una teoria complessa che trova una maggiore aderenza alla realtà, ma è di più difficile comprensione.
Un’altra reazione a questa riduzione di certezze si manifesta, in maniera sempre più preponderante, attraverso segnali di disagio psichici e psicofisici nella popolazione.
Dalla depressione, ampiamente diffusa, si passa attraverso gradazioni continue a gravi forme di pazzia. Ma anche malesseri fisici derivanti da problemi psichici, come bulimia ed anoressia, si manifestano nei giovani e nelle persone più deboli.
Questo disagio si avverte nei rapporti sociali più comuni, in ambito lavorativo, familiare, scolastico, specie nelle persone più sensibili e quindi più fragili.
Per contrastare questo malessere i rimedi più frequenti sono la ricerca del piacere fine a se stesso da un lato e la desensibilizzazione attraverso l’uso di droghe o della rete mediatica dall’altro.
Si cerca attraverso questi espedienti di non pensare al baratro connesso alla realtà del divenire.
La maggior consapevolezza della precarietà della nostra esistenza conduce alcune frange della popolazione al ricorso di nuovi palliativi di natura chimica e visiva, sostitutivi delle arcaiche credenze religiose relative all’immortalità dell’anima. Tali credenze vengono ancora oggi ben radicate in aree piuttosto vaste della popolazione attraverso l’indottrinamento imposto a giovane età attraverso opportune tecniche manipolatorie, quando le capacità critiche degli individui sono più deboli. Ma tali credenze non sono soddisfacenti per le persone con maggiore capacità critica e che, per tale ragione, seguono col tempo percorsi differenti.
In definitiva attraverso opportuni farmaci, droghe, o attraverso attività ludiche si determina l’ottundimento della mente alfine di allontanare, almeno temporaneamente, questi disagi psicofisici.
Purtroppo così facendo il malessere di fondo rimane e tende a crescere col tempo: tanti comparti della nostra mente infatti vengono chiusi e si giunge così ad una misera esistenza, ad una non vita.
Fine.
11 aprile 2009
11:38 Scritto da marcon67 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: decadenza, saggio, previsioni, crisi, guerra, scenari, depressione | OKNOtizie |
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07/12/2009
introduzione alla gestione dinamica del portafoglio
Gli scenari che si sono presentati nel nuovo secolo non consentono più all'investitore di adottare una semplice gestione statica del portafoglio.
La gestione statica consiste, una volta individuato il profilo di rischio ed il tempo, nel ripartire le risorse disponibili su vari assets class, dagli assets azionari che sono a maggior rischio fino agli assets monetari a minor rischio. La composizione stabilita viene conservata nel tempo, salvo piccoli aggiustamenti.
Questo semplice approccio non trova conforto in risultati soddisfacienti, anzi il perseverare con la composizione adottata può portare anche a gravi perdite di capitale.
In base alla mia esperienza è opportuno invece utilizzare metodologie di gestione dinamica in cui il portafoglio iniziale si compone secondo il profilo di rischio dell'investitore ed in base al tempo. Si stabilisce il rischio massimo in termini di perdita massima ammissibile e dall'analisi di un pannello di parametri economici e finanziari si stabilisce il valore di un fattore riduttivo della componente di rischio del portafoglio che può variare da 0 a 1 a seconda se si vuole togliere totalmente la componente di rischio o se invece si vuole che la componente di rischio corrisponda alla perdita massima ammissibile.
Naturalmente per far questo bisogna stimare la volatilità di ogni componente di rischio e cercare delle componenti che siano decorrelate fra loro ed allo stesso tempo con un rendimento atteso elevato. Lo scopo è quello di combinare le componenti al fine di ridurre il rischio da un lato e massimizzare il rendimento dall'altro.
Un aspetto importante è anche il consolidamento che si effettua innalzando il livello di riferimento utilizzato per i calcoli. Questo permette di evitare, dopo una fase di crescita dei mercati azionari, di ritornare al livello di partenza.
Il concetto di gestione dinamica, qui appena accennato, è molto complicato nella sua attuazione pratica, ma è necessario introdurlo per poi approfondirlo ed applicarlo al fine di gestire in modo attivo il proprio portafoglio finanziario.
A questo scopo al raggiungimento di almeno 500 adesioni alla newsletter potrei inserire al suo interno un corso di lezioni che consenta di mettere in pratica la metodologia di gestione dinamica in modo autonomo.
22:34 Scritto da marcon67 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: gestione, dinamica, statica, assets, aggiustamenti, rischio, rendimento | OKNOtizie |
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rischio default sui titoli di stato
Il rischio di default sui titoli di stato è, a mio parere, un rischio non trascurabile in questo periodo.
L'ultimo decennio è stato caratterizzato da un susseguirsi di bolle speculative e dallo sviluppo e la crescita fortissima di strumenti sintetici, strumenti derivati di attività finanziarie elementari come possono essere le azioni, le obbligazioni o le materie prime. L'ultima grande bolla è la bolla immobiliare, se si esclude la bolla sui contratti futures sulle materie prime, di dimensioni minori.
La bolla immobiliare ha portato sul mercato, come sappiamo, dei titoli rappresentativi del credito che hanno le banche verso i sottoscrittori dei mutui, attraverso il processo della cartolarizzazione. Il rischio di questi nuovi strumenti finanziari è stato assunto in primis da operatori istituzionali, come banche ed assicurazioni. Poi molti istituti sono stati soccorsi dagli stati onde evitare dei defaults come quello occorso a Lehman.
Vari stati, in pratica, hanno acquisito il rischio di questi titoli definiti tossici aggravando i propri conti pubblici e mettendo in pericolo, di fatto, la loro stabilità finanziaria.
In questo momento la Grecia è alle prese con il rischio di insolvenza e per questo offre in più rispetto al bund decennale tedesco 180 punti base, ossia l'1,8%. Segue poi l'Italia con 79 punti base in più.
Per spiegare la gravità di quello che sta succendo possiamo pensare al Titanic.
Quando il Titanic si scontrò con un iceberg molti si gettarono in acqua, fra questi c'erano provetti nuotatori, ma anche persone molto deboli che non sapevano nuotare. Queste ultime sono state le prime ad affogare. Poi sono affogati i meno deboli.
In sostanza, se i soccorsi e la ripresa economica non saranno sufficienti, anche per gli stati europei potremmo aspettarci delle insolvenze a cominciare dagli stati più deboli dal punto di vista dei conti pubblici : la Grecia, l'Italia, la Spagna, e così via.
Si tratta naturalmente solo di una ipotesi, ma se si verificasse sarebbe un'ulteriore beffa per i risparmiatori che dopo aver visto deprezzare il valore della propria casa si troverebbero nelle mani, al posto dei titoli di stato, un pugno di mosche.
17:13 Scritto da marcon67 | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: grecia, insolvenza, default, crisi, analisi, previsioni, rischio, italia, bund | OKNOtizie |
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